Stato terapeutico/3. I grassi saturi vennero qualche tempo dopo. Insieme alla storia delle mezze porzioni, che neanche Corrado Guzzanti ne avrebbe pensata una più divertente. Il guaio è che è tutto vero. E che nessuno, apocalittico o integrato, ha detto qualcosa. Del resto il marchio di fabbrica di quest'ennesima genialata è di quelli rassicuranti. L'idea delle mezze porzioni, infatti, neanche a dirlo, è targata Succedaneo Blu dello zia Sam.
Uno si chiede, insomma, che caesar di stato è quello che non ti lascia neppure farti del male. Chissà, a breve il (tentativo di) suicidio tornerà reato. E, forse, averlo tentato dopo una porzione non a norma di legge sarà un'aggravante. All'ergastolo, ciccione.
Stato Terapuetico/2. La canapa sativa, in effetti, c'era già da molto tempo. Anche se ora è tornato tanto à la page che un buon "padre e cittadino" si indigni contro quel grande mostro che è la cannabis. La storia di questo proibizionismo-per-il-tuo-bene è davvero paradigmatica. Un modello sempreverde, ecco, che calza alle nuove frontiere della repressione salutista. Ad onor del vero, il master (era stato, prima ancora) e resta il proibizionismo sull'alccol. E' tutto qui o qui. Oppure qui, dove un esaltante Corbellini recensisce per il Domenicale un Tratttato che all'Istituto Superiore di sanità non devono aver letto.
Stato Terapeutico/1. In principio, furono le sigarette. La crociata nasce nella patria delle class actions civili, quelle che possono ridurre sul lastrico anche il padreterno. Quindi arriva dalle parti del Succedaneo Blu dello zio Sam. Non che le sigarette facciano bene a chi le fuma. Ma neppure sono il virus dell'ebola. Si dicono cose terribili del tabagismo. Peccato solo che, per lo più, siano scientificamente indimostrabili. Qui qualche piccolo strumento di difesa contro lo Stato Terapeutico. Utile sempre, utile due volte in tempo di sirchiate dilaganti.
Regime (terapeutico). In Italia non c'è il regime. No. Con qualche eccezione, c'è solo un governo di gente un po' retriva, tradizionalista, cattolico-bigotta. Ed anche un po' ignorante (solo l'Istituto Superiore di Sanità può pensare di equiparare l'hashish all'ecstasy e sperare che nessuno rida). Gente che, più che al regime, guarda con piacere allo Stato Terapeutico. Uno stato, cioè, che è la variante salutistra dello stato etico. "So io quel che è bene per la tua salute. E, a costo di ammazzarti, te lo imporrò". Non bisogna avere grandi simpatie per Mandeville per intravedere la fregatura. Questo c'è in Italia (e non solo). E il fatto che nessuno (apocalittici, integrati, nani e ballerine) se ne scandalizzi la dice lunga sui pericoli di questo ennesimo catechismo civile strisciante. (segue).
Qua.Qua.Qua. Dei co.co.co. si è detto di tutto. O quasi. La novità, ora, è che il fenomeno non è che lo conosciamo così bene. E che, per quel poco che si sa, non dovrebbero passarsela poi così male. Non so, ecco, se Acornero ha ragione. So questo, però. Due giorni fa, il mio ente previdenziale mi scrive. Il fondo speciale co.co.co., cui sono iscritto per legge, batte cassa. Il fondo, dice, l'hanno istituito per il nostro bene. Infatti. Nell'ultimo anno, ho lavorato zero-ore-zero e ho guadaganto zero-euro.zero. Per questo, mi fanno lo sconto: per il mio reddito zero, vogliono solo 330 euro forfettari. Olé. Io sarò pure co.co.co. Ok. Ma la previdenza, in questo paese, mi sembra molto qua.qua.(ra)qua.
I Ross Perot delle presidenziali 2004. Sarebbero i candidati democratici, secondo il Times. Troppo protezionismo e poco clintonismo (nel senso di Bill), l'accusa.
Diciamoci la verità: qualcuno, preso alla sprovvista dalle parole di quell'annunciatrice strana che non aveva lo sfondo delle annunciatrici, ha avuto paura dell'annuncio del discorso a reti unificate del Presidente Del Consiglio Onorevole Silvio Berlusconi?. Piccola, inconfessabile, sottocutanea paura? Certo, le categorie del politico, in questa deperita provincia italiana, hanno strani contorni. Ci sono gli apocalittici (direbbe Eco e una che conosco e imbastiva crociate contro tiri mancini goliardici) che danzano intorno ai simboli del sistema (anche se sono subito catalogati come di sinistra radicale, non si sa bene perchè) ben cogliendo che il berlusconismo di ventennale qualcosa ce l'ha: la sostanza dell'eversione perbene, del rivoluzionario conservatore. Ci sono quelli che le danze son troppo - e poi mica si possono chiamare i giudici a difesa dei Proletari -ma del regime c'è un po' di puzza, si sa. Ce ne sono altri. Qui si parla di viscere che reagiscono a fatti. Lasciamo perdere pure le disquisizioni dell' Ing. Costituz. Sartori che si sveglia sudato per aver sognato miliardi di africani che si riproducono incessantemente e gli rubano quel che c'è dal frigo oppure (fa 2 incubi l'Illustre) lui che fa zapping in pantofole e ci sono dodici reti nazionali controllate dal Cav. (Sartori ha ragione - in generale - su entrambi gli incubi, ma qui il punto è un altro). Poi, io direi, ci sono gli Immorali - che son quelli che l'ombrello berlusconiano è proprio grande e bello.
Se si vuol fare terzismo delle emozioni regimologiche, allora ecco: esistono quelli che dicono "l'informazione concentrata è un problema grave, regime è un parolone un po' a sproposito ma io, a sentire annunciare il discorso a reti unificate, senza saper nulla, lo confesso , lo confesso cacchio, un po' di paura l'ho avuta"? Se sì, fatevi avanti.
(Poi ci sono quelli che la paura del golpe l'hanno avuta col blackout. Non siamo così ben messi da poterci permettere sfaceli energetici soltanto per dolose ragioni politiche).
Siamo messi male. No, non per questi frequenti ritorni al medioevo. Ma perché ora anche Asterix ed Obleix, un dito sui nostri interruttori, iniziano a giocare all'italiana. Allo scaricabarile.
Caporetto, provincia di Roma. In principio era il caos: autobus col contagocce, metro impossibili, taxi-chi-li-ha-visti. La sfiga è venuta solo qualche ora dopo. A voler imitare i francesi non basta saper copiare, ecco. Ci vogliono anche servizi e infrastrutture decenti. E questi né un ottimismo metafisico né "er core" possono garantirle.
Specchio. Il nuovo Specchio di La Stampa è il vecchio Venerdì di Repubblica. Di bello c'è che uno non ci trova Curzio Maltese. E di ancora più bello che ci scrive Massimo Gramellini, che a Bino piace molto. Anche quando scrive di affari di cuore.
Abbiamo un mandato. Dice di avere un mandato. Per dotare internet di un codice di disciplina. Ih ih ih ih ih.
Provocazioni. Andy Kaufman resta al suo posto, pare. Era una provocazione. E qui, immancabilmente, si fa dietrologia.
Vite spezzate. Il futuro (vice)presidente degli Stati Uniti, una vita spezzata. Sembra che alla moglie più cazzuta del mondo i cinesi abbiano tagliato (no, non pensate male) alcune parti dell'autobiografia.
Tax terminator. "A Natale spesso annoio alcuni dei miei amici liberal di Hollywood regalandogli il classico di Milton Freedman, Free to choose". Francesco Cossiga? No, Arnold tax terminator Schwarzenegger.
E' abbastanza accertato. Il copione mi sembra di averlo già letto da qualche parte. Si inizia con un burocrate, o qualche "padre e cittadino" in cerca di visibilità, che crea il "mostro". Si prosegue andando in cerca di qualche uomo-de-scienza pronto a confermare che sì, in effetti, il "mostro" è veramente mostruoso. Ad esempio, uno che dice che "è abastanza accertato" che gli adolescenti che fumano cannabis in età adulta hanno maggiori sintomatologie di tipo psicotico. Si finisce, poi, sbattendo il mostro in prima pagina: tra poco ci verranno a dire, chessò, che il povero Pacciani si ammazzava di canne da mattino a sera. La cosa più impressionante del probizionismo delle droghe leggere è proprio questa. Il proibizionismo non è l'effetto della pericolosità della canapa indica. Ne è la causa. Se non fosse una cosa seria, si potrebbe dire che tutta questa storia è l'ennesima sirchiata del governo.
Il frutto (avvelenato) dell'albero (sano). Il giornalismo serio, quello d'inchiesta, è indice dello stato di salute del free speech in un paese. In America, spesso ci azzoppano qualche presidente. In Italia, ci dobbiamo accontentare di un deputato (Trino, qui sotto, è perplesso: ma cosa avrebbe detto se Taormina non avesse annunciato le dimissioni?). Bonini e D'Avanzo sono tra i pochi, da queste parti, a farne ancora, di giornalismo d'inchiesta. E sono così corretti da denunciare il frutto (avvelentato, sembra) del loro albero (ancora sano, pare). Ora, però, uno non ci capisce più niente. E' inattendibile solo l'indagine della Commissione Parlamentare o anche quella di Repubblica? Repubblica difende la sua inchiesta? Repubblica difende D'Avanzo e Bonini? A Repubblica, ok, non sono molto abituati a rettificare. Però una spalla potrebbero pure trovarla per chiarire la posizione del giornale. Ammesso, s'intende, che ne abbiano una.
Meteo Musicale...
Si consiglia di prestare attenzione a una Perturbazione che (speriamo) sosterà a lungo sulle vette italiane...(Il satellite informa che l'album è del 2002, ma di tanto in tanto la recente estate videomusicale ha lasciato filtrare il singolo Agosto, un video davvero esemplare per grazia e poesia (ci ricorda la penna di Peynet)
Genocidio con lode. Sembra che la Facoltà di Economia della Sapienza di Roma abbia proposto una laurea honoris causa per Vladimir Putin. Per i trecentomila ceceni sterminati?
Update. Sembra che le cose non stiano proprio così. Ma solo un po' peggio.
Notte bianca (in facoltà). Domani notte, a Roma, l'evento-degli-eventi organizzato dal sindaco più eventoso che la storia avrà. Il programma, se siete nei paraggi, è qui. Per l'occasione, pare che una prestigiosa facoltà universitaria romana rimarrà aperta per buona parte della notte. I loro studenti, si sa, sono abituati a studiare anche alle ore piccole. Forse per questo, la prestigiosa facoltà ha pensato bene di dare il suo contributo culturogeno all'iniziativa. Organizzeranno, nientepopodimenoche, un incontro con un paio di blogger. Chissà, tra un po' forse metteranno a contratto anche Luca Sofri.
Patente a punti. A Sidney (Australia) un tizio è stato multato perché parlava al telefono mentre guidava. Solo che guidava un calesse e stava andando a 4 km/h.
Piemontesità. Che un giornale sia radicato nel territorio è sacrosanto. Ma a tutto c'è un limite. La Stampa degli ultimi giorni (non on-line) sembra averlo superato, il limite (del vittimismo territoriale). Da domenica, va avanti una polemica-con-tanto-di-lacrime sul povero Carlo Nesti, che da 90° minuto è finito a fare le telecronache dei dilettanti piemontesi. L'accusa: la Rai non valorizza i redattori della sede di Torino e manda inviati da Roma. Oggi, sempre sul real giornale automobilistico, un altro paginone di vittimismo: per i 600 anni dell'Università di Torino il governo non ha cacciato un soldo, per i 700 della Sapienza di Roma ha stanziato svariati milioni. Non so, ecco. Va bene denunciare, ma di questo passao finisce che la prossima settimana rivogliono il parlamento a Torino.
Tubo catodico e tube di falloppio. Dopo la storia delle fucilate e della ritirata difensiva di ieri, l'UDC va all'attacco. Se la Casa delle Libertà non vota la procreazione assistita, l'UDC non voterà la Gasparri. Insomma: tu dai una tuba (di falloppio) a me, io un tubo (catodico) a te. E, ovviamente, della procreazione non importa un caesar a nessuno.
Franco Modigliani. E' morto ieri, a Boston, Franco Modigliani. Questi qui, dopo averci provato con Montanelli, cercano di tirarlo, postumo, dalla loro parte. Bah.
Camera da letto (con senatori). "Altro che camera, voi siete da camera da letto". "Voi" erano delle deputate che ieri protestavano, dalla tribuna del Senato, contro la legge sulla procreazione assistita. Gli insulti, sembra, venivano da destra. Mentre quelli di sinistra se la ridacchiavano. La seduta è stata sospesa. In un paese normale, il presidente di turno avrebbe fatto allontanare quei tre cafoni di senatori, indicando il bar-sport più vicino. In Italia, Lamberto Dini ha cazziato le deputate che protestavano. In serata, è arrivato anche il pistolotto di Pierferdinando "padre e cittadino" Casini.
Casini rumeni. Un italiano si trova in un carcere rumeno dall'agosto 2002. Lo hanno preso con 11 gr. di hashish. Traffico internazionale di stupefacenti, l'accusa. Dopo un anno è ancora lì, dimenticato da dio e dalla Farnesina. E se qualcuno si ricorderà di lui, dovrà dire grazie ai radicali. Chissà cosa ne pensa Pierferdinando "padre e cittadino" Casini. Chissà cosa Gianfranco "prevezione, recupero e repressione" Fini.
Gente del nord. "La gente del nord è imbecille". Parola di Umberto Bossi, che cerca così di accattivarsi le simpatie di quei simpatici "imbecilli" che votavano dc, psi, pci. Quei partiti, lamenta lord Bossi, "fecero fallire il paese". E per questo, ovvio, erano fatti di "gente da tirar giù, da portare in piazza e fucilare, perché quando uno fa fallire un paese lo si fucila". L'UDC, dopo la storia delle fucilate, pare abbia disertato il vertice di maggioranza di oggi.
Giorni lieti. Pare che Emanuele Filiberto di Savoia abbia scelto Roma per sposarsi. A due passi dalla stazione Termini (chic, no?) e a "porte chiuse" (ci sono solo 120 giornalisti accreditati, Sky, Rai1 e Rai2). Tra gli invitati mancano Jovanotti e Zucchero, in compenso c'è Gianni Letta. Dice della futura sposa, il Savoia: "Personalmente, anche al cinema, preferisco vedere due tette nude piuttosto che assistere a scene di violenza". Aggiungendo: "Le mie nozze commuoveranno l'Italia". Forse la commuoveranno, chissà. Nel frattempo, la stanno facendo sganasciare dalle risate, l'Italia.
Uno (bino) e trino. L'idea è che siamo uno, anche se siamo in tre. Non che uno pensa, l'altro detta e l'ultimo scrive. No. Siamo in tre. Ma il (no)blog è uno. Per ora, di certo c'è che non siamo in quattro (o in 3+1). Siamo in tre. Come quelli lì, com'è che si chiamavano? Padre, figlio e . . ?