Questo (no) blog (non) è un albergo! Il primo terzo sta studiando, il terzo sta diventando grande, il secondo è cerebralmente convalescente. E No Blog se ne va in vacanza, per un po'. Anche le trinità, nel loro piccolo, si riposano.
Non si processa la storia. Specie se non si ha in mano lo straccio di una prova. Un terzo di questo blog gaude.
Erbivendoli. "Il prezzemolo costa un euro e venti al mazzetto", fa uno. "Eh no, qui dietro lo trovi anche a sessanta centesimi", gli risponde l'altro. Il mercato delle erbe? No. Il Senato della Repubblica.
Crucifige. Dopo aver sentito qualcuno che lo definiva simbolo di libertà, Pisanu dev'essersi galvanizzato. E l'ha sparata: il crocifisso è un simbolo di civiltà...anche per i musulmani. Passi che Pisanu è diventato un'icona bi-partisan modello Carlo Azeglio. E passi pure che i musulmani italiani, per ragioni di opportunità e per isolare Smith, hanno scelto il basso profilo su questa storia. Ma a me, povera pecorella smarrita, resta un dubbio: ai non credenti, in tutta questa storia, chi ci pensa? Ecco, ci pensa l'art. 19 della Costituzione. Se qualcuno si degnasse di leggerlo, certo.
La caccia alle streghe/2. Prosegue brillantemente. Dopo le retate mediatiche ed il sequestro della birra alla cannabis, gli Smart Shops. Negozi che vendono prodotti border-line ma pienamente legali, sfruttando le pieghe della legge sulle droghe leggere. Quest'estate, se non ricordo male, il Giornale dedicò un paginone ad un negozietto del genere a Milano. Qui e qui qualche altro inutile appunto sul tema.
I cinesi sono nell'alto dei cieli. Silvio Berlusconi si è complimentato così coi cinesi per il primo takonauta nello spazio. Complimenti che vengono dal cuore, dice. P.S.: nessuno gli dica che quelli lì, a modo loro, ancora sono comunisti.
I cinesi sono coscienti. Dei problemi che ci sono, a casa loro, in materia di diritti umani. Addirittura, si sono detti pronti ad approfondire l'argomento in nuovi incontri bilaterali. Lo ha detto Romano Prodi. Che così, pare, si è messo la coscienza a posto nella parentesi cinese. L'economia sì. Ma con coscienza.
Mystic River di Clint Eastwood. Visione condita da una dose gonfiata di belle speranze (colpa di commentatori nostrani e di una infatuazione di certa critica d'oltralpe). (O meglio: colpa del fatto che il cinema classico del mitico Clint oggi è un'etichetta da WWF, un oggetto da programma di protezione speciale, che suscita un orgoglioso e commosso atto di lode e fiducia). Le speranze - non troppo accondiscese, per diffidenza - erano due misure più grandi della sostanza. Il film di Eastwood è solido e carnale, s'impernia su alcune performance attoriali di un certo livello, ma mostra più d'una falla, indugia un po' spaesato tra secchezza e magniloquenza e ci rifila tasselli del tutto sfasati (le telefonate mute della moglie di Sean, ad esempio; il comizietto finale della moglie di Jimmy sul marito Re della Città). Rimane il contratto humus etico, tutto impregnato (come in molti - o tutti? - suoi film) del senso del declino, della maturità umana gravida di misfatti e cicatrici incancellabili. E la regia di Clint, classica (sinceramente tale) e mite; tolti i (troppi?) sbuffi retorici (che rimarcano gli sbuffi didascalici dello script).
Ospedali palestinesi. Continua il viaggio di No Blog nei servizi pubblici palestinesi. Dopo la giustizia, gli ospedali. Che iniziano ad essere usati dai terroristi (attivisti, per la stampa italiana) per non essere catturati. Questo, almeno, secondo gli isaraeliani. I palestinesi negano. La stampa israeliana ne parla diffusamente, riportando le opinioni di entrambi. La stampa italiana, da par suo, fa un papocchio. A voler pensar bene, certo. (Grazie a Informazione Corretta).
Il petrolio di Lyndon B. Johnson. Due giornalisti francesi dicono di poter provare che dietro l'omicidio di JFK ci sarebbe il suo vice, Lyndon B. Johnson. Con tanto di cappellaccio da petroliere texano. Nel documentario di Canal +, di nuovo c'è il nome del secondo cecchino di Dallas (da sempre favoleggiato, mai esistito ufficialmente), le cui coperture politiche porterebbero dritte al vicepresidente di Kennedy. Che, come si dice, un movente ce l'aveva. Trecento milioni di dollari l'anno, che JFK miannciava di "togliere" ai "grandi elettori" di Johnson: i petrolieri, appunto. Non so quanto plausibile sia tutto ciò. Certo che, se fosse vero, Oliver Stone ci rimarrebbe proprio male.
Il futuro dei Radicali. Potrebbe chiamarsi Walter Veltroni. La creatura di Marco "Kronos" Pannella, ormai, deve scegliere da che parte stare se vuole sopravvivere, scrive il Riformista. E' vero. E quella parte potrebbe essere l'Ulivo. Non tanto per affinità programmatiche, che pure ci sono. Quanto per una questione di leadership. Se Prodi tornasse per le Europee e dovesse restarne azzoppato, Veltroni è già pronto al grande salto (dal Campidoglio a Palazzo Chigi c'è dieci minuti a piedi). E con Veltroni i radicali potrebbero capirsi meglio. Sì, una coalizione che va dai Radicali a Dini non avrebbe le idee chiare su molte cose. Ma anche non considerando che l'Ulivo le idee chiare su certi temi non le ha mai avute, il punto è un altro. Per i Radicali conta essere eletti. Al resto, pensa l'art. 67 della Costituzione.
PS: a giorni, i Radicali sono a congresso. Ma dubito che potrà uscirne qualcosa di importante, almeno strategicamente. Kronos, del resto, è sempre in agguato.
Mentre l'Europa farfuglia. Il Senato degli Stati Uniti minaccia ritorsioni commerciali contro la Malesia. Il cui primo ministro, giorni fa, l'aveva sparata grossa (en passant, non fa male ricordare l'imbarazzante gaffe di Jacque l'Iraq sul modesto documento di condanna europeo).
Minorati e minorenni. Il genitore (minorato) di due ragazze (minorenni) pare abbia deciso di farle infibulare. Procura e Tribunale del Minori sembrano non essere molto interessati al caso. A protestare, come spesso succede per le cose un tantino serie in questo paese del caesar, i radicali.
Figlio di Putin. Domani i radicali di Roma saranno davanti al Rettorato della Sapienza. Per protestare contro la laurea honoris causa che la Facoltà di Economia vorrebbe conferire a Putin. Dietro, dicono i bene informati, ci sarebbe il fraterno amico italiano dell'ex spia del KGB. Quello, per intenderci, che ci ha liberato dai comunisti. Se ne parlava già qui. Ma la notizia, ovviamente, non ha avuto molta eco nella stampa nazionale.
Agenzia matrimoniale per asini. La propone il sindaco di un piccolo paese laziale. Che la vorrebbe anche on-line. Così, dice, si evita l'estinzione della specie.
L'ultima volta. Che i Galli si misero contro una potenza straniera gli andò male, molto male. Ora i francesi, mai paghi, ci riprovano. Piccolezze da immotivata grandeur.
Credulone chi? Creduloni si nasce, non si diventa. Lo avrebbe appurato un ricercatore statunitense. Servendosi di Coca-Cola e Pepsi.
I primi effetti delle riforma Schroeder. Un tizio, in Germania, ha occultato il cadavere di sua madre. Per continuare a riscuoterne la pensione.
Neanche si fossero messi in mutua. Castelli ha deciso di mandare gli ispettori in visita ai giudici dell'Aquila. Colpevoli di aver ordinato la rimozione di un crocifisso da un'aula scolastica. La tesi secondo cui le norme (degli anni '20) che ne obbligano l'affissione siano state abrogate (tacitamente) dal concordato del 1984 è discutibile. Ma per le contestazioni ci sono le impugnazioni, non le ispezioni ministeriali. E poi, diciamolo, che il governo si nasconda dietro (il dito di) un paio di norme degli anni '20 autorizza a pensar male. Nella CdL (ma anche nella Margherita, chissà) qualcuno è terrorizzato dall'idea di presentare e discutere un ddl sull'argomento. Altro che divorzio veloce.
San Francesco. La Francia ha il suo nuovo San Francesco. Non parla ancora con le tigri. Ma sta girando l'Africa, per tutelarne gli interessi. L'avesse fatto un presidente americano un giretto in Africa come quello di Jacques l'Iraq, sai che casino.
La domenica di No Blog

Le barzellette e Kafka. Per David Foster Wallace, il fastidio - l'offesa, quasi - di sentire qualcuno che prova a spiegare una barzelletta, guastandone la magia, può essere usato per capire il segreto delle narrazioni brevi e, tra queste, quelle kafkiane, che usano al meglio il meccanismo della exformazione.
L'arte e il dovere dell'infedeltà. Marco Bellocchio parla del suo Buongiorno, notte e del senso della trasposizione cinematografica di un'opera letteraria e della Storia.
Visioni altrui. Ad Alberto Crespi, Kill Bill vol. I non è piaciuto. Catalogo di infatuazioni/mitizzazioni del cinema popolare amato dal regista, ma depurate della loro autenticità "sporca", diventata iper-leccatezza ed iper-rifinitura. Epitome della Pop Art cinematica di Tarantino, forse. Questo Blog qui - o meglio il suo terzo cinemaniaco - aggredirà presto l'argomento (e il film).
Se lo dice lui. Oggi non ci sarebbero i numeri, in Parlamento, per votare le leggi su aborto e divorzio, vecchie di trent'anni. Lo dice l'On. Savelli di Forza Italia. Il motivo? Che la lobby cattolica, complice un meccanismo elettorale falsante, può far da ago della bilancia nel pallottoliere dei seggi maggioritari.
Se il giudice dorme. L'avvocato della difesa pensa bene di svegliarlo. Facendo cadere a terra un codice di duemila pagine.
Se le strade cambiassero di nome. Stufa degli insulti che riceveva ogni volta che ordinava una pizza a domicilio, una coppia inglese ha cambiato casa. Prima abitava in Butt Hole Road.
Shock and Awe. L'Ufficio Brevetti di Washington sta valutando qualche decina di domande di registrazione del marchio Shock and Awe. In molti vorebbero usarlo, tra l'altro, per profilattici, yo-yo, energy drinks e biancheria.
Dodici anni. Tanto hanno passato in carcere due piccoli pregiudicati baresi, accusati di omicidio. Ma si trattava di un errore giudiziario. Che probabilmente mai nessuno risarcirà (ci vuole almeno la colpa grave, mi si dice). Ed i cui autori continueranno, beati, a far carriera automaticamente solo grazie all'anzianità. Giustizia s'è sfatta, ecco.
Ne è valsa la pena. Di combattere in Afghanistan. Anche se quella guerra fosse servita solo a rendere possibile questo. I benpensanti storceranno il naso. Ma una miss in costume da bagno, peraltro neanche bellissima, per le persone comuni vale più di mille elucubrazioni pacifiste sui "se" ed i "ma" dell'intervento. Su questo, hanno ragione i radicali e Christian Rocca: discutibile che sia, l'ingerenza umanitaria è di sinistra.
Tutto il mondo è paese. Gray Davis, il governatore recalled, pare stia minando il terreno di Governator. A suon di nomine in zona Cesarini. Vi ricorda qualcosa, questa prassi?
Si può essere gay? E non essere, però, iscritti all'Arcigay? Sembra di no, almeno a leggere questo. Questo blog (almeno per un terzo) tifa per Christina e per il diritto dei gay ad essere politicamente trasversali.
Giustizia palestinese. Non vorrei sviluppare la "sindrome Rocca" nei confronti dell'ANSA, ma l'agenzia più nazionale che ci sia pare abbia completamente taciuto la notizia delle esecuzioni sommarie di due palestinesi da parte dei terroristi delle Brigate Al Aqsa. E Repubblica, se ne parlava ieri, l'ha relegata in una breve sperduta in cronaca. I morti, per loro, non sono evidentemente tutti uguali. (Grazie a Informazione Corretta)
Mandato a quel paese/2. Dopo i radicali e Giuliano Vassalli, anche Marcello Pera. E' forse politicamente irrilevante. Ma crece il consenso intorno all'idea di prender tempo sul mandato europeo.
Per un partito dei giovani. Il nostro è il sindacato più vecchio d'Europa. E, sebbene questa riforma delle pensioni non sia affatto buona, ci sono evidenti ragioni parziali nell'opposizione di CGIL CISL e UIL. Che finiscono per aumentare la forza politica di chi (tra i 44 e i 52) appartiene già alla fetta più grossa degli elettori.
Onorevolmente Fedeli/2. Fatte le due premesse che 1) no, non sto aspettando i tre anni per risposarmi e non è per questo che me la prendo tanto e che 2) non sempre Curzio Maltese mi piace, dico che questo pezzo, con lucidità e la giusta dose di veemenza, dice una cosa sacrosanta: che la differenza tra Fanfani e Berlusconi è che il primo "era uno che ci credeva ed esprimeva un'autentica visione della società, per quanto soffocante e intollerabile", mentre il secondo "che si vanta con i vescovi d'aver eretto una diga contro lo sfascio della famiglia è soltanto un venditore alle prese con il cliente di turno". Verissimo. Ma questo vale per il premier - che poi è il designer del vuoto profilo politico di questa maggioranza. Non può spiegare, caro Maltese, le incertezze dell'Ulivo. Che avrebbero dovuto mostrare una limpida coesione su un affare tanto semplice, in teoria (il divorzio, anche per un parlamentare cattolico, non è certo così demoniaco come le coppie gay o le sperimentazioni sugli embrioni, brrrr), che il suo fallimento pratico solleva un dubbio radicale sulla consistenza politica anche di parte dell'opposizione.
21 e 25 anni. Questa, pare, l'età dei due palestinesi giustiziati sommariamente dai terroristi delle Brigate dei Martiri Al Aqsa, vicine ad Arafat. La cui delegazione in Italia (mi ripeto, ok, ma la cosa è terribilmente oscena) viene finanziata anche coi miei soldi. Non so, forse a breve anche le Brr-Pcc pretenderanno una rappresentanza a Roma spesata dallo stato.
Col pallino della guerra. Dopo che quella vera è anadata maluccio, Donald Rumsfeld rilancia. Ora vuole la guerra delle idee, con tanto di Agenzia.
Tolleranza zero all'italiana. Alle auto blu non si applicherà la patente a punti. E i Comuni ci guadagnano pure, sembra.
Che sega. GM ha deciso di cambiare nome ad un'auto, di recente immessa nel mercato canadese. Per i french frogs locali era troppo autoerotica, pare.
Tanto pe' cantà. In Russia il Ministero della Giustizia ha preso di petto il problema dell'affollamento carcerario. Se ne dovesse accorgere Nando Dalla Chiesa, il controfestival sarebbe a posto.
Devo essermi distratto. Ma la notizia che l'Italia finirà sotto inchiesta dell'Unione Europea per la Gasparri mi era proprio sfuggita. In Francia è sulla bocca di tutti, invece.
Finiremo Stato canaglia? Su iniziativa della Presidenza del Consiglio, il Parlamento ha approvato a giugno scorso una legge che finanzia la Delgazione palestinese in Italia. Pure tralasciando che i miei soldi finiscano a Nemr Hammad, il bello (si fa per dire) è altro: questi soldi non devono essere rendicontati allo Stato italiano. A pensar male si fa peccato, ma spesso s'indovina. Che siano già andati in fumo, saltando per aria casomai, quei soldi?
Mandato a quel paese/1. I radicali tirano le orecchie alla CdL sulla storia del mandato di arresto europeo, quello che manderebbe a quel paese giusto due o tre principi giuridici capitali. Se ne parlava giusto ieri. Dubito, comunque, che ne uscirà fuori qualcosa di buono. Tecnicamente, basterebbe una legge costituzionale (che nessuno ha proposto). Politicamente, e a parte la sovranità, ben altre culture politiche servirebbero per meditare questa scelta. Quando vi faranno fare tre mesi in un carcere estero, forse turco tra qualche anno, mandate una cartolina a Fassino e Castelli.
Update. Bel paginone del Sole 24 Ore di oggi. Giovanni Conso nega serva una legge costituzionale e sostiene che pericoli non ce ne sono. Giuliano Vassalli dissente e riporta la questione, secondo me, nei suoi giusti termini: 50 anni di battaglie per (rendere effettiva) la libertà personale. Evidenziando quei due o tre principi capitali in materia penale che rischiano di saltare. Da ritagliare e conservare.