Vada per l'idea del taxi assassino; presto, però, cavallo di troia di un grumo fitto di stereotipi e snodi scontati. Vada per il Cruise gelido; che delle sue tre espressioni collaudate può fare a meno stavolta di usare quella del sorrisone prolungato gigione. Vada per il buon Jamie Foxx; che anche lui era ora che facesse il bravo employee di colore che cova il suo sogno di fuga dalle brutture quotidiane ed ecco che l'"inquotidiano" giunge come furia assassina. Vada per la lirica e granitica notte losangelina, dipinta con rara bravura. Ma perchè il resto? Perchè quei dialoghi didascalici, quei personaggi/bozzetto che sconvolgono persino il concetto stesso di deja-vu rendendolo incapiente? Perchè il bravo tassista ordinato e sognatore (ma vagamente debole), perchè la brava pm di colore, bella e buona, impegnata contro i cattivi ed aiutata dal bravo e timido tassista buono? Perchè il gelido killer notturno con tanto di infanzia difficile, mamma morta, papà manesco e ubriacone, case famiglia ed affidamenti difficili? Perchè i tentativi di fuga che movimentano ma non risolvono visto che onestamente il film è ancora a metà? Perchè il solito momento della metamorfosi del timido, che deve vestire il ruolo del cattivo e scoprire l'altro sè ribelle fino ad allora ben dormiente? Perchè quella buona donna pm che ci aveva offerto l'occasione di un terribile pistolotto bravotassistico in apertura è proprio la donna-da-salvare, la principessa, in chiusura? Perchè l'inseguimento in metropolitana, diosanto, perchè?
La risposta c'è, in verità. Ed è che Mann, più del solito ma come al solito, è migliore dei film che gira. E qui, come al solito, dà prova di una padronanza dei suoi mezzi, di una cruda sapienza registica, di una sontuosa sobrietà che riempie il cuore e la mente MA suona tristemente sovrabbondante rispetto a un action caruccio ma davvero davvero davvero banalotto. Ba-na-lot-to. Senza timori reverenziali, suvvia, tanto lo sappiamo tutti. Ba-na-lot-to.
